Il corpo è uno strumento armonico capace di “risuonare” ad innumerevoli frequenze

La vita trova espressione nel movimento armonico, legge della dinamica universale, che fa del corpo quell’armonico strumento, capace di “risuonare” ad innumerevoli frequenze.

È proprio sfruttando questo principio che, partendo dalle risorse manuali che già utilizzano pattern ritmici con oscillazioni e vibrazioni come l’osteopatia, l’integrazione fasciale ha utilizzato tali dinamiche in una sua espressione tecnica dagli effetti sorprendenti.

Ogni parte elastica del corpo, e qui parliamo di fascia, legamenti, articolazioni, capsule, possiede la capacità di deformarsi entro certi limiti quando una forza esterna viene applicata, e di ritornare alla loro forma originale una volta che la forza cessa. Si chiama proprietà viscoelastica della fascia la natura tissotropica colloidale del collagene che gli da la caratteristica deformante.

Nell’approccio manuale la frequenza delle forze applicate ad un segmento per ottenerne un movimento oscillatorio produce massimo effetto quando coincide con la frequenza naturale del segmento in movimento. Quando ciò avviene, l’ampiezza di oscillazione costante è mantenuta e viene raggiunta la frequenza di risonanza del sistema. Qui avviene il rilascio e l’attivazione più importante del sistema nervoso.

Grazie a Lederman e ad altri studiosi del moto oscillatorio applicato ai tessuti, possiamo oggi dare una spiegazione esplicita di quello che succede all’interno del nostro corpo durante le manovre di integrazione fasciale.

 

Per chi volesse approfondire la pratica dell’integrazione fasciale, vi aspettiamo il 15 ottobre a Bologna, per una giornata introduttiva.

Qui le info per partecipare 

Lo sviluppo della coscienza attraverso il contatto corporeo

La prima coscienza di sé basata sul corpo

In questo breve articolo mettiamo in evidenza alcuni punti significativi degli studi di Antonio Damasio che possono essere utili a comprendere l’effetto della pratica del lavoro fasciale, ovvero lo sviluppo della coscienza attraverso il contatto corporeo

Leader della ricerca neurobiologica, Damasio da anni scrive articoli sull’origine della coscienza rilevando importanti dati neurofisiologici sul rapporto corpo e mente.

In particolare Damasio ed Edelman propongono l’ipotesi del tronco cerebrale, ed in particolare l’area della formazione reticolare, come radice e sede della coscienza umana. Qualsiasi lesione in questa area preclude l’attività cosciente per qualsiasi essere umano.

Damasio la chiama “coscienza nucleare”

Edelman “coscienza primaria di cui sono dotati anche animali privi di capacità semantiche o linguistiche”. È quindi anche la prima coscienza di sé basata sul corpo.

Gli studi di Damasio avvengono attraverso risonanze magnetiche, tomografie ad emissione di positroni, magnetoencefalografia, e varie tecniche elettrofisiologiche o registrazioni neurofisiologiche dirette di attività neuronali. Attraverso queste misurazioni ha potuto constatare che

l’aumento proporzionale delle attività delle reti neuronali ha una componente essenziale nel sentire e nel creare coscienza.

Dal microlivello al macrolivello, la contrazione di una singola cellula muscolare microscopica è un fenomeno trascurabile rispetto alla contrazione simultanea di un gran numero di cellule muscolari.

Finalizzato al nostro sentire, e al risveglio dell’attività di molteplici aree del sistema nervoso, il contatto fasciale può produrre un’ampia percezione del corpo.

Cosa può fare l’Integrazione Fasciale

Questo significa che il lavoro fasciale, in particolare secondo il metodo dell’integrazione fasciale, che prevede il contatto corporeo su più livelli e lungo linee dei meridiani del nostro corpo, ha l’effetto di agire più ampiamente sul sentire ed è responsabile di una maggiore presa di coscienza dei nostri vissuti.

Inoltre il sistema nervoso attraverso le cellule neuronali ha una precisa funzione di produrre segnali elettrochimici in grado di modificare le altre cellule: possono influenzare altri neuroni, cellule muscolari, cellule endocrine, che a loro volta secernono sostanze chimiche. La modificazione delle altre cellule è alla base di attività che dapprima controllano e modificano un comportamento, poi contribuiscono alla creazione della coscienza. La loro comunicazione a volte avviene a distanza macroscopiche a volte a lunghe distanze.

Il lavoro di integrazione fasciale, così come concepito e praticato, si propone di favorire la comunicazione tra varie parti del corpo, vicine e distanti, utilizzando connessioni e risposte neuronali attraverso contatti specifici.

In definitiva attraverso il lavoro fasciale cerchiamo la migliore risposta che possa agevolare risvegli e connessioni in tutto il corpo.

 

Dott. Marco Montanari, ideatore dell’Integrazione Fasciale, direttore del corso e referente didattico. Psicologo psicoterapeuta specializzato in psicoterapia ad indirizzo fenomenologico esistenziale e gestaltico.

Da molti anni si dedica alla terapia corporea, ha maturato un metodo di rilascio fasciale che va dall’Integrazione Posturale di Jack Painter ai più importanti metodi di intervento corporeo come il Rolfing, la Bioenergetica, l’approccio fenomenologico esistenziale, la terapia della Gestalt e il Craniosacrale. Si dedica attualmente allo sviluppo e all’insegnamento dell’integrazione fasciale in Italia e all’estero.

 

 

Il tessuto connettivo in relazione a postura, forma e benessere psico fisico

La forma del nostro corpo è la somma di 3 fattori 

“Il tessuto connettivale” è il maggiore protagonista della forma del nostro corpo,  non solo per estensione ma anche per  la sua multi-competenza e rappresenta la rete di connessione tra gli altri due elementi.

E’ quella parte di tessuto che connette il dentro con il fuori di noi, cioè l’osso con la pelle, da questo  il suo nome connettivo,  cioè che connette parte strutturale e parte tessutale  del nostro corpo. Nel tessuto connettivo sono avvolti organi (alcuni dei quali a loro volta, contengono tracce di tessuto connettivale), muscoli e viscere.

Gli adipociti (cellule adipose responsabili delle nostre riserve o depositi di grasso) si trovano anche esse nel tessuto connettivale.

Il tessuto connettivale è parte anche delle strutture di trasporto.

Tutto il sistema linfatico e venoso passa tra il tessuto connettivale,  e parti delle loro pareti sono formate da tessuto connettivale.

Il tessuto connettivale è la piattaforma dove in modo intrinseco scorrono i canali dell’informazione.

Tutto il sistema nervoso e ormonale viaggia dentro e attraverso  il tessuto connettivale.

Il connettivo è un contenitore di memoria, perché?

In tutti i tessuti strutturali, organici, viscerali, ed epiteliali che contengono connettivo, è presente la memoria della prima cellula fetale che si è creata,  per poi dare sviluppo nel tempo ai vari distretti tessutali e organici. Sta a significare che il tessuto connettivale è lo sviluppo evolutivo della formazione delle cellule che costituiscono  il primo foglietto embrionale, e che successivamente  si svilupperà nei foglietti endoderma, mesoderma  ed ectoderma, da dove si svilupperanno i vari distretti corporei, pelle, organi, ossa, visceri.

Nelle cellule del tessuto connettivale troviamo la memoria della cellula fetale,  per cui dalla memoria del grembo materno, alla memoria dello sviluppo da feto – bambino – adulto, la memoria genetica, memorie che si sommeranno alle memorie esperenziali che il tessuto connettivo (muscoli, viscere, organi, ossa) affronterà nella sua evoluzione del vissuto dell’individuo.

L’importanza del connettivo nell’integrazione corpo e mente.

Per cui possiamo comprendere quanto la forma del corpo  è conseguenza di armonia o disarmonia tra i componenti del tessuto connettivale, muscoli, nervi, linfa ormoni e adipe che si interfacciano e sono anche responsabili del metabolismo energetico, insieme ai pensieri e alle emozioni.

Pensare alla forma del nostro corpo, solo da un punto di vista estetico, senza promuovere il benessere del tessuto connettivale, nella sua funzione di contenitore, trasportatore di emozioni, di scambi metabolici, di sviluppo evolutivo o involutivo dei nostri comportamenti, del nostro portamento e postura, è fallimentare.

Prima di prenderci cura della nostra  forma,  dovremmo pensare,  in primis a fare spazio nei nostri tessuti, uno spazio che correla con la  disintossicazione  in senso metabolico ed in senso energetico,  e cioè  drenando le memorie dei pensieri ed emozioni che hanno compresso nel loro continuo viaggio il tessuto che li trasporta in azioni, e cioè il connettivo insieme ai muscoli.

Dare spazio e apertura nel tessuto connettivale, per dare al corpo la possibilità di riorganizzare la nuova forma.

Le manovre del trattamento di integrazione fasciale, aiutano a riportare il connettivo nel suo grado ottimale di elasticità, di forma, di ossigenazione, favorendo una maggiore fluidità degli scambi neuronali tra recettori muscolari e Sistema Nervoso Centrale. Le memorie emozionali e i cataboliti vengono drenati dando la possibilità e complicità al tessuto connettivale e muscolare, di esprimere in modo fluido il movimento e tutto il processo metabolico ed energetico di cui governano.

 

Dott.sa Adriana Poliseno: formata in Bioenergetica Integrata ® , operatrice corporea ad indirizzo psico corporeo bioenergetico , counsellor professionale a mediazione corporea con metodo “Foucusing”, conduttrice di classi di esercizi di Bioenergetica, operatrice di integrazione posturale mio fasciale ad indirizzo bioenergetico.

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