Integrazione Fasciale sul quadricipite femorale

Quadricipite femorale

Si estende dal tendine sub patellare lungo il retto femorale fino alle SIAS. Il retto femorale si origina nella spina iliaca anteriore inferiore. È formato da quattro capi che si uniscono in un tendine saldo che passa nella faccia anteriore della patella fino alla tuberosità tibiale dove si saldano. La loro azione è quella di estendere la gamba sulla coscia e flettere la coscia sul bacino grazie al capo retto del femore. Portano inoltre il bacino in antiversione.

È una zona muscolare ricca di recettori, quindi piena di memorie. Non essendoci nessun altro muscolo che sale per connessione diretta, occorre vedere l’interazione solo a livello meccanico con il retto addominale. C’è la connessione retto femorale e muscolo iliaco, ma va in profondità quindi è nella LSF profonda.

La connessione meccanica giunge a più di un anno di età quando si saldano i muscoli pubici, ogni millimetro che il retto femorale si tende corrisponde a ogni millimetro che il retto addominale si tende, per compensazione. Se sono entrambe tesi si avranno problemi alle ginocchia e al torace. Questo muscolo va lavorato in concomitanza con la LSP lavorando sul compartimento femorale posteriore per risolvere ad esempio il tilt delle pelvi.

Trattamento

Il riscaldamento energetico è di fondamentale importanza durante ogni trattamento fasciale, pertanto l’operatore scalderà il quadricipite femorale portando il respiro in quiete, carica e scarica nella zona da trattare. Poi la manipolazione delle fasce ha inizio: l’operatore parte 5 cm sopra il ginocchio con l’avambraccio trovando la giusta rotazione del polso. Procede verso la SIAI mentre il cliente solleva e abbassa il ginocchio senza inarcare la schiena. Questo permette al operatore e al cliente di sentire dove si sta lavorando. L’operatore può variare la manovra precedente per lavorare sul vasto mediale o laterale cambiando l’inclinazione dell’avambraccio come l’archetto di un violino. Predilige il trattamento della parte che sente più tonica e tesa.

Per liberare la tensione all’inserzione del retto femorale preme il gomito staticamente sul retto nello spazio tra il sartorio e il tensore fascia lata mentre il cliente allunga il tallone come se volesse uscire dal lettino. In una variante il cliente piega la gamba e appoggia la pianta del piede al suolo. Con le dita o le mani l’operatore procede dal ginocchio verso le SIAI per liberare l’attaccatura del retto femorale nella patella.